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IL GIOCATORE DELLA SETTIMANA “PENDOLINO” SIMONE RAVOT

Quando in questa stagione l’ho visto giocare per la prima volta, mi sono chiesto cosa ci fà in questa categoria Simone Ravot, un ragazzo forte sul campo ma ancora di più fuori dal campo.

Nato a Sassari nel 1996, Ha iniziato a giocare a calcio nel Latte Dolce, per poi all’età di 14 anni essere acquistato dalla Roma.

Simone raccontaci la tua avventura alla Roma:

“Mi sono trasferito nel centro sportivo di Trigoria, ho giocato nei giovanissimi nazionale e allievi nazionale, allenato il primo anno da Vincenzo Montella, e il secondo anno da Andrea Stramaccioni, due allenatori che non hanno bisogno di presentazioni, e che hanno influito molto sulla mia crescita tecnica e umana”, prosegue Simone, dopo due anni indimenticabili a Roma, e un ricordo bellissimo del mio gol in un derby, mi sono trasferito al Cagliari, dopo sfortunatamente, dopo una prima parte di campionato dove stavo abbastanza bene, è arrivato un infortunio serio, che ha compromesso i miei sogni”.

Simone non si è mai arreso è dopo il grave infortunio ha fatto ritorno a casa al Latte Dolce in Serie D allenato da Pierluigi Scotto, il quale ha una grande stima per averlo fatto debuttare nel mondo dei “grandi” e per avergli insegnato tanto e fatto crescere.

Cosa è successo dopo il ritorno al Latte Dolce?:

“Successivamente Mister Scotto mi portó con lui nell’Olbia calcio, sempre serie D, quell’anno feci un bel campionato, classificandoci terzi e giocando una finale play-off, poi persa ai tempi supplementari contro la Viterbese,  l’anno dopo sono andato oltre mare, alla Virtus Bergamo, serie D, arrivammo decimi in un campionato difficilissimo, con corazzate incredibili come Piacenza, Lecco, Monza, Pergolettese”.

L’anno dopo è tornato in Sardegna sempre con il Latte Dolce in serie D, allenati da mister Massimiliano Paba, il quale ha avuto per due anni come allenatore, continua Simone: “ringrazio molto Mister Paba per aver creduto spesso in me, ed essere stato un giocatore importante per lui in quegli anni, dove raggiungemmo due salvezze di fila, sempre portando a termine gli obiettivi prefissati, allenatore molto preparato, e una gran persona la quale ho molta stima.

Lo scorso anno Simone non ha trovato molto spazio nel Latte Dolce, ed a dicembre, pur di giocare è sceso di categoria, per lui  non importa la categoria, o la squadra, ha una passione e una determinazione che va oltre queste cose.

E quest’anno dopo essere stato cercato continuamente dal Cabras, ha scelto di sposare il progetto Li Punti.

Cosa ti aspetti da questa stagione?:

Da questa stagione mi aspetto di toglierci delle belle soddisfazioni, sono convinto che questa squadra possa fare bene, ha talento e tanta fame, fino ad ora abbiamo dimostrato di non essere inferiori a nessuno, anzi, abbiamo sempre giocato per vincere e cercando di esprimere il nostro calcio, sono sicuro che con la fame e la voglia di andare oltre ogni cosa, ci farà fare un campionato degno della squadra che siamo. Abbiamo qualità, e giocatori importanti per dire la nostra in questo campionato impegnativo, dobbiamo credere nelle nostre potenzialità.

Tifoso della Torres e della Juventus, per Simone il suo idolo calcistico non è Cafù. Maldini o Cabrini, ma Fabio Cannavaro, ma mancano solo 25 partite per il “Il Pendolino”, poi al termine del campionato, davanti ad un piatto di buon pesce, ho avuto la sua promessa di ricevere la sua maglia, che per me vale molto di più di qualsiasi giocatore della Nazionale.

Gianni Carra

 

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