CHI COMBATTE UN TUMORE E’ UN GUERRIERO NON E’ UNA VITTIMA

Ricordo quel giorno di Dicembre del 1996, quando il medico disse a me e mia madre che mio padre, di solo 54 anni, aveva pochi mesi di vita, per un tumore al fegato.

Uscendo dallo studio dentro di me si spense la luce per qualche ora, ma poi mi dissi da solo, “il mio povero Carra io lo salvo”.

Avevamo meno di 20 anni di differenza, ed avevo avuto la fortuna di andare a fare tornei di calcio insieme a lui, di andare in discoteca con lui, di andare al cinema a vedere film della mia età, ricordo “I Guerrieri della Notte”, e di vedere il Milan di Rivera e di Van Basten.

Abitavo a Firenze e tutti i giorni facevo andata e ritorno in auto piangendo, ascoltavo in continuazione la canzone di Ramazzotti “Ciao Pa”, riuscì a prendere un appuntamento il 24 Gennaio 1997 con il Luminare Veronesi, ma non sono riuscito a portarlo perchè morì il giorno prima.

Il 26 Aprile di quest’anno mi ha lasciato mia madre, per un tumore ai polmoni, e quando il 30 Luglio mi hanno diagnosticato 4 metastasi al fegato ed un tumore al colon la mia vita è cambiata.

Ho tre figli, sono nonno di un bimbo di 6 anni, ed ho un meraviglioso maschietto di 7 anni, ma da quella notte che al Pronto Soccorso di Sassari, la notte non è più uguale il pensiero è quello ma vedrò i miei figli crescere?

Nella mia vita ho combinato di tutto, tante cose belle, forse poche, e tante cose sbagliate, sicuramente molte, ma mai mi era balenato l’idea che potesse arrivare a me il dannato male.

Vivo in un piccolo paese della splendida Sardegna, con una donna meravigliosa ed il mio piccolo Miguelon, ho solo un fratello che vive a Milano, 19 anni meno di me, e due figlie che vivono a Firenze, non ho altri parenti, sopratutto non ho i genitori.

Da anni passo più tempo su Facebook che nella vita reale, sui Social mi sono inventato il mio lavoro, gestendo pagine Social, Personaggi, Blog e scrivo sopratutto di calcio, ma da quella maledetta notte la mia vita è un’altra.

Ho deciso, essendo solo, di pubblicare il mio dramma su Facebook cercando il calore di amici veri e virtuali, per leggere i loro post e caricarmi moralmente, ma le forze non sono quelle di prima e giornalmente mi sento sempre meno forte fisicamente.

Non sono ricco, anzi, ed allora ho chiesto aiuto ad amici, e credetemi mi hanno aiutato persone che conosco ma che non vedo da anni, ma le persone che immaginavo veri amici ed anche quelli importanti della mia vita, sono scappati per paura di dovermi aiutare moralmente e sopratutto economicamente, per i miei viaggi a Pisa, addirittura molti mi hanno scritto che sono penoso perchè uso la malattia per non pagare i debiti, addirittura mio fratello, che per un mese mi ha telefonato tutti i giorni ed a fine Agosto e venuto a trovarmi due giorni, mi accusa che faccio tutto questo per apparire vittima.

Non ho iniziato la chemio, e mi hanno detto che non è una passeggiata, ma giornalmente la mia chemio la subisco da tutte queste cose.

Molti mi dicono, fregatene, sii positivo, pensa alla tua malattia, ma non riesco, durante il giorno ci sono dei momenti di euforia dove programmi il futuro, e momenti, tanti di depressione totale.

La paura mi attanaglia dentro lo stomaco, e sopratutto quando guardo il sorriso della mia Tamara. le coccole del mio Miguelon ed i continui messaggi di amore di mia figlia Giulia dal Kenia, mi viene il magone dentro e fuori.

Volevo ringraziare ufficialmente, Simonetta Passa, Alessandra Ritucci, Francesco Bassi, Flavio Favilli, Piero Baccani, Daniela Parotti, Lamberto Ferrara, Freddy, Giovanni Drago, Salvatore Bonavena, Marco Baldini, Carlone, Roberto Lolli, il mio amico Pasticciere Claudio, la splendida amica Roberta di Badesi, Danilo Stangoni, Giuseppe Poddighe, Marco Venditti, Rina Era, Dottoressa Ersilia, Federica Carra, Max, Angelo dall’Ungheria, Salvatore Virdis,Dimitri Rossi, i parenti della mia compagna, i miei suoceri, tutti i miei amici virtuali e non di Facebook, per avermi aiutato quotidianamente, e per dirmi FORZA GIANNI BUONA GIORNATA!

Ma ho un carattere brutto e aver visto scappare da me gente come Delio Chinosi e Cristiano Ruiu, persone che erano fratelli, solo per paura che potessi chiedere aiuto, mi fanno stare male.

Non è obbligatorio stare accanto ad un uomo che combatte contro un tumore, ma non è pensabile che qualcuno scriva che voglio farmi apparire da penoso quando invece sono un carnefice, no io non sono un carnefice ho UN TUMORE!!

Io non so se ce la farò, io consiglio a tutte quelle persone che sono nelle mie stesse condizioni, di non chiudersi ma di lottare, urlare e pensare che domani non sarà l’ultimo giorno, programmate la vita con un agenda cartacea e scrivete gli impegni quotidiani, progettate com se non fosse successo nulla, fatelo perchè io…non ci riesco.

Gianni Carra

 

 

 

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