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Addio a Lando Buzzanca

Se ne è andato Lando Buzzanca, l’attore aveva 87 anni.

Aveva recitato in oltre 110 film, l’ultima fase della sua vita segnata da ricoveri e polemiche tra la compagna e i figli della prima moglie.

Se ne è andato uno degli attori e volti più conosciuti del cinema e della tv italiana. Acciacchi, cadute, malattie, e uno strascico di polemiche finale che lascia un senso di nostalgia. Lando Buzzanca aveva 87 anni e una lunghissima carriera alle spalle. 

Il mese scorso il medico di Buzzanca, Fulvio Tomaselli, aveva denunciato il decadimento dell’attore nella Rsa in cui era ricoverato: “Ha 87 anni, ma sembra ne abbia 115. Era in questo stato già a luglio. In sei mesi ha perso 25-30 chilogrammi”.

Famoso soprattutto per aver incarnato meglio di chiunque altro lo stereotipo dell’uomo siciliano passionale e geloso, anche per grandi registi come Pietro Germi e Antonio Pietrangeli. 

A 17 anni si trasferisce a Roma. L’esordio al cinema arriva nel 1959 in un film storico, non solo per l’ambientazione. Si tratta di Ben-Hur, dove l’attore appare nella piccola parte di uno schiavo. 

L’occasione giusta arriva nel 1961 con Pietro Germi che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mule’ in Divorzio all’italiana. 

L’anno dopo è ancora Pietro Germi a regalargli una grande parte, quella del fratello di Stefania Sandrelli in Sedotta e abbandonata. Buzzanca, dopo i film di Germi, decide di non trascurare la televisione e  l’attore inizia a crearsi un suo personaggio, quello del provinciale amante delle donne.

Un’altra grande svolta nella sua carriera arriva nel 1971 con la commedia ‘Il merlo maschio’ di Pasquale Festa Campanile con Laura Antonelli. 

Ma gli anni ’70 sono anche quelli del successo televisivo in coppia con Delia Scala in ‘Signore e signora’ con il tormentone ‘mi vien che ridere’ del quale Buzzanca ha parlato come di una ”delle cose piu’ belle della mia vita”. 

Nel film L’arbitro del 1974 dà prova della sua capacità di entrare nei panni altrui.

Tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta, Lando collabora più volte con l’ennesimo grande regista della sua carriera: Lucio Fulci.

Gli anni Ottanta gli regalano poco spazio al cinema, anche perché per i gusti di Buzzanca la deriva che stava prendendo la commedia sexy italiana era ormai eccessiva.

Si rifà con il successo in radio e in teatro. Uno delle sue migliori sortite cinematografiche del decennio è in Secondo Ponzio Pilato di Luigi Magni.

Buzzanca torna alla ribalta in tv nel 2005 con il trionfo della miniserie di Rai1 ‘Mio figlio’ nata da un’idea dello stesso Buzzanca che interpreta un poliziotto, il Commissario Vivaldi, padre di un ragazzo gay (oltre 8 milioni di spettatori e 30%).

Nel 2007 raccoglie il plauso anche della critica per la sua interpretazione nel lungometraggio I Viceré di Roberto Faenza.

La partecipazione al film gli garantisce la vittoria di un Globo d’oro e la nomination al David di Donatello come miglior attore protagonista.

Dopo i successi de Lo scandalo della Banca Romana, Il commissario Vivaldi, La Baronessa di Carini, nel Restauratore è invece il ‘sensitivo’ Basilio.

Nel 2016 prese parte all’undicesima edizione di Ballando con le stelle, danzando in coppia con Sara Mardegan.

Nel 2017, Buzzanca e Carlo Delle Piane interpretano una coppia di anziani omosessuali nel toccante film Chi salverà le rose?. 

Dopo la morte della moglie, avvenuta nel 2010, aveva perso la forza e la voglia di vivere tanto che nel 2013 tentò anche di togliersi la vita, non riuscendoci.

A salvarlo dal baratro fu l’incontro con la sua nuova compagna Francesca Della Valle di 35 anni più giovane.

Redazione Jordy News

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