D’ALEMA&COMPANY, IL TUMORE DI QUESTA NAZIONE

 

Inchiesta Ischia,dirigente CPL chiama in causa D'Alema

 

Da anni cerchiamo di tirarci fuori dal disastro che ci troviamo, oramai da quai 30 anni, cerchiamo una soluzione, ma inutilmente.

La chiamavamo seconda repubblica, ma qualcosa della vecchia, le cellule negative sono ancora rimaste e cercano di distruggere qualsiasi situazione che odori di nuovo.

Viviamo in una Nazione dove se Berlusconi ha il potere politico, la Guardia di Finanza vive all’interno della sua camera da letto, ma se non copre nessuna carica politica importante, potrebbe portare fondi neri in Italia. per salvare il Milan, senza che nessuno se ne accorge.

Ma veramente il Movimento 5 stelle pensava di arrivare a governare Roma, la capitale dei segreti di stato di mezzo mondo, senza che la facessero lentamente fuori?

Renzi ha provato ad essere il nuovo, ma solo sulla carta d’identità, avere un quarantene al governo era il sogno di tanti, ma noi siamo un popolo di pecoroni, un popolo che cerca un’idolo da seguire, ma a tempo determinato, poi quando il vento non tira dalla parte giusta, si porta l’uomo in Piazza Loreto.

Ora D’alema, mai sparito dalla nostra Italia, vuole tornare in pompa magna, al potere ufficiale, quello ufficioso lo è sempre stato insieme ad altri personaggi che la poltrona la lasceranno solo il giorno che arriva un nuovo DiPietro, ma non quell’uomo che ha provato a distruggere una parte politica e di imprenditori, cercando di aprire un futuro per il vecchio Partito Comunista e sopratutto per un suo futuro personale, ma un personaggio che ci pulisca da tutti e sopratutto da gente assettata di potere, senza nessuno obiettivo per la crescita dei giovani che crescono in un Paese, dove la metastasi di certi politici, stanno definitivamente distruggendo la nostra Nazione.

La speranza sono i giovani, che forse un giorno capiranno e scenderanno non in piazza, ma direttamente a casa loro, persona per persona, tirargli via il tesserino del partito e mandarli tutti in esilio, la Tunisia insegna che ha posto per tanti.

Gianni Carra