“STO MILAN QUI CHE ORAMAI NON SEGNA PIU'”

Chissà se Enzo Jannacci, davanti a questo Milan, cosa si sarebbe inventato sulla sua prossima canzone, intonando qualche nuova frase su questo Milan, come fece con la mitica “Vincenzina”.

Il purgatoio dei tifosi rossoneri dovrà ancora allungarsi di qualche stagione, l’ottimismo, giustificato da una campagna acquisti costosissima, ma rivelatasi, almeno fino ad ora un grande fallimento, non prevede nulla di buono nei prossimi mesi.

Sicuramente una ricostruzione totale bisognava farla, e tutti gli addetti ai lavori hanno dato un bel 9 in pagella, alla campagna acquisti del Milan, ovviamente ora sono i primi critici del lavoro estivo della dirigenza rossonera.

Non ho voglia di dcrivere i nomi dei giocatori acquistati, e sopratutto i nomi dei giocatori sostituiti.

La prima stagione di Berlusconi, si rivelò una stagione di transizione.

In campionato il Milan raggiunse il quinto posto finale a pari merito con la Sampdoria, conquistando poi la qualificazione alla Coppa UEFA battendo i blucerchiati a Torino in uno spareggio (1-0 dopo i i tempi supplementari, con goal di Massaro. 

Ma Dario Bonetti, Giuseppe Galderisi, Stefano Borgonovo si rivelarono grandi acquisti, ma sicuramente l’ossatura della squadra, lasciata Farina, era sicuramente migliore da quella ereditata dal nuovo Milan.

Baresi, Tassotti, Maldini, Costacurta, Galli, Virdis, non hanno nulla a che vedere, con i vari Montolivo, Abate, Bertolacci  e compagnia bella.

Sicuramente nessuno dopo undici giornate, pensava di avere 15 punti di distacco dalla prima e 12 dalla zona Champions, ma sicuramente ci sono dei colpevoli.

Primo su tutti Vincenzo Montella, 240 partite da allenatore in serie A, 105 vinte, 59 pareggiate e 76 perse, un allenatore mediocre, che non poteva essere lui l’uomo della ricostruzione, un allenatore che oltre a non aver capito quale modulo mettere in campo dopo 3 mesi, forse non conosce neanche le capacità dei suoi giocatori, un allenatore che ha trasmesso oramai a tutti un’insicurezza e sopratutto l’abitudine a non vincere.

Ma l’errore principale è della Società che non ha acquistato un top allenatore, del calibro di Conte, e i soldi non mancavano certamente quest’anno.

La situazione adesso è diventata difficile, forse insostenibile, non si possono più fare esperimenti, e giocare in modo semplice, probabilmente con un elementare 4-4-2, ma sopratutto cambiare subito l’allenatore, cercando un vero motivatore, di 20 giocatori che hanno perso la voglia di sorridere, perchè perdere aiuta a…perdere.

Gianni Carra