ALITALIA IL FALLIMENTO E’ IN ARRIVO

 

 

Si sono chiusi alle 16, anche all’aeroporto di Fiumicino, i cinque seggi allestiti per il referendum dei lavoratori Alitalia.

Oramai, dopo i primi spogli, dovrebbe quasi essere quasi sicuro la vittoria del No.

In questo caso possiamo dire addio all’Alitalia, nel caso della vittoria dei No, domanisi dovrebbe riunire il cda, per deliberare la richiesta di amministrazione straordinaria speciale, con la probabile uscita dei soci per consegnare di fatto ‘le chiavi’ dell’azienda al governo. formalizzata la richiesta, il ministero dello Sviluppo Economico procederebbe con la nomina di uno o piĆ¹ commissari (fino a 3).

Senza acquirenti o nuovi finanziatori al commissario non resterebbe infine che chiedere il fallimento della compagnia, con la conseguente dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale.

Il curatore fallimentare inizierebbe la procedura liquidatoria, con 2 anni di cassa integrazione, Naspi e quindi disoccupazione per i lavoratori, contestualmente la cessione degli assetti della compagnia.

Forse i dipendenti speravano in un intervento dello Stato, ma sono finiti i periodi di cassa integrazione e finanziamenti per salvare carrozzoni tipo anni 70 come Fiat ed Alitalia stesso.

Forse era meglio salvare l’azienda e diminuire il personale, che essere tutti a casa.

Gianni Carra